Castevoli 2017-09-08T19:35:43+00:00

Il Borgo di Castevoli è una frazione del comune di Mulazzo (MS) costituito da un castello medievale ed il suo borgo.

Si ipotizza che il castello sia sorto su una piccola fortezza a presidio della strada romana per Piacenza.

Le prime notizie di Castevoli risalgono al 1077 con la concessione dell’Imperatore Arrigo III del paese ai Marchesi Ugo e Folco d’Este consorti dei Malaspina, ai quali Castevoli pervenne nel 1195.

Il feudo fece parte dal 1416 della Repubblica di Genova, tornò ai Malaspina nel 1465 fino a Cristoforo di Azzone nel 1476, per poi estinguersi nel 1757 e passare ai Marchesi di Villafranca fino alla ribellione contro Tommaso di Villafranca nel 1794.

I lavori più imponenti vennero probabilmente iniziati nella seconda metà del XVI secolo, ad opera di Tommaso Malaspina che lo volle ingrandire per la ricca moglie Bianca Sicchi d’Aragona. Dopo la sua morte, avvenuta nel 1603,il figlio Francesco terminò l’opera che fece di Castevoli un complesso borgo feudale pianificato, con un imponente residenza centrale e una cinta fortificata a racchiudere le case del paese.

Dopo due secoli di abbandono, nel 1991 hanno inizio i restauri ad opera di Erica End e Loris Nelson Ricci.

Famoso nella tradizione popolare per le continue lamentele del popolo castevolese costretto a lavorare per il marchese.

Il borgo è caratterizzato da un ingresso protetto da due porte,e da un massiccio torrione cilindrico in pietra, all’entrata del Borgo vi è murata una Madonna con Bambino del XV secolo, in marmo con a lato due angeli in arenaria. Ha una grande corte interna triangolare circondata dal mastio e dalla torre collegati in un organismo compatto.

La chiesa interna al borgo è precedente alla costruzione del castello ma nel 1948 è crollato il tetto rendendo la struttura inagibile ed in evidente stato di degrado nonostante siano ancora visibili alcuni affreschi.

Di fronte al borgo vi è l’antico convento degli Agostiniani, poco più in alto in località Pieve, si trova la pieve di San Martino, con un campanile a vela in pietra arenaria, rinforzato da un grosso arco e sperone, a pochi metri da una maestà rappresentante San Martino guerriero nell’atto di tagliare il suo mantello e porlo ad un mendicante infreddolito.

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