Il Comune di Mulazzo costituisce la naturale cerniera fra l’Appennino Tosco Emiliano e la Costa Tirrenica, il suo territorio infatti lega alcuni fra gli scorci più suggestivi del nostro Paese, centro esatto fra le cime appenniniche e le cinque terre, punto di contatto, quasi un cuneo fra Toscana e Liguria ed Emilia. Nel cuore della Lunigiana interna, il Comune di Mulazzo si estende per 62,65 kmq sulla sponda destra del fiume Magra. Confina a nord con i Comuni di Pontremoli e Zeri, ad est con la Magra, a sud con il Comune di Tresana e ad ovest con lo spartiacque oltre il quale si stende la ligure Valdivara. |
![]() Il territorio - fra i 200 e i 1000 metri sul livello del mare - presenta una morfologia piuttosto complessa e di aspetto assai vario e gradevole: dalle terrazze alluvionali di fondovalle, ove prosperano le moderne frazioni di Groppoli e dell'Arpiola (sede comunale), ai poggi di Gavedo, Pozzo e Campoli, sino ai vari crinali montuosi che diramano dal Cornoviglio e si articolano in valli e vallicelle, bagnate dai torrenti Teglia, Mangiola, Geriola e Canosilla, tutti affluenti della Magra. Assai varia anche la vegetazione: dal faggete delle zone di più elevata altitudine, al castagneto collinare, ai vigneti ed altri coltivi di fondovalle. Quanto di più vario, quindi, per gli amanti della natura, delle escursioni, della pesca, dell'ambiente non contaminato. |
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La forza mediatica del Premio consiste proprio nel suo legame con il Premio Bancarella che ha visto passare nel suolo di Lunigiana a Pontremoli i migliori nomi dell’editoria e della letteratura, nella sua posizione strategica, anello di congiunzione fra cultura mediterranea e cultura continentale, e nella sua storia, fin dall’alba dell’umanità, come dimostrano le statue stele ritrovate nel suo territorio, nei suoi illuminati feudatari la potente famiglia Malaspina, che in epoca medievale rese gloriosa questa terra, non dobbiamo scordare che il 2006 è l’anno in cui ricorre il 700 anniversario della Pace di Castelnuovo Magra, che vide Dante Alighieri, chiamato da Franceschino Malaspina insieme ad una nutrita schiera di altri letterati, per dare lustro alla città e soggiornarvi intorno al 1306, operare come ambasciatore nel processo di pace tra i Malaspina ed altre consorterie di nobili ed il vescovado di Luni, scrivendo una delle più belle pagine di storia, che fanno di questo lembo di terra un simbolo di concordia e di pace. |
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